E così laggente ha scoperto Napoli 

Sempre più spesso incontro persone che conoscendomi come napoletano mi dicono:
“ma lo sai che Napoli è proprio bella?  ci sono stato a Natale e cioè è diventata una città davveeeero bella e poi la gente è forte … guarda una creatività da non credere.
E poi è pulita e per niente pericolosa … e la pizza, i fritti … mhhh come ho mangiato bene.

/ Muoio

 

Che dei passi avanti siano stati fatti per il riposizionamento della città è innegabile, come è innegabile quanto altro ci sia da fare, ma ogni volta che sento questa filastrocca mi viene un misto di brividi, senso di vomito e rush cutaneo simile a quando prendi un farmaco sbagliato.

E per curarlo devo pensare ad un muro, un lungo muro … ma non alla Trump.
Un muro che serva a sensibilizzare chi si avvicina a Napoli, con dei cartelli con su scritto:

“Stai entrando in un mondo magico”.
“Lasciati andare alle emozioni, parla con le persone e sentiti libero”.
“Sorridi e chiedi aiuto se hai bisogno”

Con un ticket da pagare all’ingresso per godere della magia musicale, culturale, culinaria ed esoterica espressa dalla città e dai suoi dintorni.

Perché tale sorpresa era ammissibile per i viaggiatori dell’800, per Goethe che già scriveva parole come queste, non per voi viaggiatori del 21° secolo iperconnessi e iperguidati.

Se nessun napoletano vuol andarsene dalla sua città, se poeti locali celebrano in grandiose iperboli l’incanto di questi siti, non si può fargliene carico, Qui non si riesce davvero a rimpiangere Roma; confrontata con questa grande apertura di cielo la capitale del mondo nella bassura dei Tevere appare come un vecchio convento in posizione sfavorevole.
Così come a Roma tutto è estremamente serio, qui tutto invece è improntato ad allegria e a buon umore. Anche la scuola di pittura napoletana è qualcosa che si capisce solo a Napoli.

E per voi viaggiatori che ancora dovete scoprire la magia di Napoli, prima di andarci lasciate perdere Saviano e i suoi deliri e fate prima un viaggio attraverso i personaggi cui Napoli ha dato i natali e forse capirete di che mix esplosivo e malinconico si tratta.

Da Gian Battista Vico a Benedetto Croce, Da Bernini a Salvator Rosa, da Totò a Troisi, Da Salvo D’acquisto a Carlo Pisacane da Enrico Caruso a Pino Daniele da Bud Spencer a Jenny di Gomorra.

Napoli è un paradiso dove ciascuno vive in una sorta d’ebbrezza obliosa. Così è per me; non so riconoscermi, mi par d’essere un altro. Ieri pensavo: “O eri matto prima, oppure lo sei adesso”.
Se a Roma si studia volentieri, qui si desidera soltanto vivere.
Ci si scorda di noi e del mondo, e l’aver rapporti solo con chi è dedito al godimento mi dà una curiosa sensazione. (…) E insomma, se si vive in mezzo al popolo non mancano mai occasioni originali di divertimento; la sua naturalezza è tale da rendere naturali anche noi.

Napoli è bella così, anche quando non la vedete, da almeno mill’anni !